Nota dell'editore
A tavola vediamo ciò che ci viene servito, raramente tutto quello che è stato necessario per arrivarci. Chi prepara decide quanto di quel lavoro lasciar vedere: può nasconderlo, lasciarlo accadere davanti a tutti, oppure farne il motivo stesso per cui si è venuti. Sembra una questione di cucina, ed è piuttosto una questione di come si sta insieme intorno al cibo.
Il numero zero prometteva numeri stagionali, lenti e verificati. Questo è il primo, e raccoglie tre risposte a quella questione, lontane nel tempo e nello spazio. Ci sono gesti che chiedono di essere guardati, gesti che ignorano lo sguardo, gesti che trasformano chi guarda in parte della scena. Nessuno dei tre pezzi lo dichiara, e nessuno è stato scritto per dimostrarlo.
La risposta più antica è anche la più esplicita. Nel 1581 un trattato stampato a Venezia insegnava a tagliare le vivande sollevate su una forchetta, in piedi davanti al proprio signore, con garbo, perché ne venisse un «bel vedere», e senza lasciar trasparire la fatica. Prima di qualunque vivanda, l'allievo si esercitava su una mollica di pane, da solo, finché la mano non era pronta. Il saggio sta qui per questo: è il punto in cui il gesto fatto davanti agli altri diventa una regola scritta.
Cinque secoli dopo, a Bangkok, quella stessa precisione appare dove nessuno sembra metterla in scena. Alla postazione di Jay Fai il gesto è diventato così abituale da non lasciar più vedere la decisione, e nulla è messo in posa per chi guarda, anche se tutto accade davanti alla strada. Due sere prima, da Gaggan, un biglietto annunciava un orario di spettacolo invece che di cena, e a fine serata lo spettacolo non era più soltanto quello che avevamo davanti.
I tre pezzi si possono leggere in qualunque ordine; finito l'ultimo, il primo si guarda in un altro modo. Il numero resta aperto fino alla fine dell'autunno: se qualcosa meriterà di aggiungersi, arriverà qui, con la sua data.
Selection №02 — Vino
Dei nove vini serviti quella sera da Gaggan ne abbiamo scelti tre: una Vitovska del Carso italiano, una Malvasia del Kras sloveno, un rosé della Stiria meridionale. Li abbiamo scelti per la strada che hanno fatto. Due confini politici li separano; un fondo calcareo li tiene insieme. A Bangkok sono finiti sulla stessa tavola, a oltre ottomila chilometri da casa.
Paolo Vodopivec
Origine 2020
Carso, Friuli Venezia Giulia · 75 cl
Sul Carso la terra è poca e la pietra molta. Paolo Vodopivec ha scelto di coltivare una sola uva, la Vitovska, autoctona di questo altopiano, e Origine non esce ogni anno: soltanto nelle annate che giudica migliori. Il 2020 è una di queste. Delle tre bottiglie è quella che coincide più strettamente con il suo luogo: un solo vitigno, un solo altopiano, una lettura portata fino in fondo.
Čotar
Malvazija 2021
Gorjansko, Kras, Slovenia · 75 cl
Pochi chilometri oltre il confine il Carso continua e cambia nome: Kras, la parola da cui il mondo ha preso il carsismo. A Gorjansko, a cinque chilometri dal mare, la famiglia Čotar ha scavato nella roccia la prima parte della cantina nel 1974; i bianchi vi maturano almeno due anni in legno. Ogni bottiglia è firmata con un'impronta digitale. Cambiano lo Stato e la grafia del vitigno, Malvazija invece di Malvasia; la pietra è la stessa.
Maria & Sepp Muster
Rosé vom Opok 2021
Stiria meridionale, Austria · 75 cl
Oltre un secondo confine, la pietra calcarea torna con un altro nome. Nella Stiria meridionale, al confine con la Slovenia, chiamano Opok la marna calcarea su cui Maria e Sepp Muster coltivano, e quel nome finisce sull'etichetta. Il rosé nasce da Zweigelt, Blaufränkisch e Blauer Wildbacher; quest'ultima è una specialità della Stiria, la stessa uva da cui, poco più a ovest, nasce lo Schilcher, il rosato della regione. È la bottiglia che allarga la mappa: non più il Carso sui due lati di un confine, ma un altro margine, dove il vino prende ancora il nome dalla terra.
Sosta non ha rapporti commerciali con queste cantine. I tre vini sono stati bevuti durante la cena del 17 agosto 2026 da Gaggan, prenotata e pagata dall'autore.
Selection precedente · №01 Olio extravergine d'oliva · Numero 00