La nostra prima curatela è deliberatamente stretta: tre produttori, tre posizioni. Ogni bottiglia è un argomento che siamo disposti a difendere in pubblico.
№01 Viragì
Tonda Iblea
Chiaramonte Gulfi, Sicilia · 500 ml
Tre amici uniscono gli uliveti di famiglia sui Monti Iblei e fanno una scelta che quasi nessuno fa: una sola cultivar, la Tonda Iblea, in purezza. Niente blend, niente portafoglio prudente. Il risultato profuma di pomodoro verde e di erbe, con un amaro che non alza mai la voce. È l'identità per sottrazione: un progetto giovane che ha deciso di essere una cosa sola, fino in fondo.
№02 Lucia Iannotta
Monocultivar Itrana
Sonnino, Lazio · 500 ml
Quattromila piante di sola Itrana sui terrazzamenti di Sonnino, molite nel frantoio di famiglia entro otto ore dalla raccolta. Lucia Iannotta, dopo gli studi universitari, ha preso le redini dell'azienda fondata dal nonno nel 1952, in un territorio che non prevedeva una donna al comando. Il suo olio sa di pomodoro, carciofo e mandorla, e dimostra ciò che Roma fatica ad ammettere: il grande olio del Lazio cresce a un'ora dalla capitale.
№03 Mate
Trasparenza Marina
Istria, Croazia · 500 ml
Mate Vekić pianta il suo primo ulivo a settantacinque anni, su una terra istriana che la storia aveva svuotato, e costruisce un frantoio che guarda il mare. Oggi l'azienda è di sua figlia Aleksandra. Trasparenza Marina nasce da Leccino e Pendolino — grammatica toscana, accento adriatico — e prende il nome dal colore dell'acqua che si vede dal frantoio: fresco, limpido, fatto per il pesce. L'Adriatico ha due sponde, e la qualità non chiede il passaporto.